Medicina estetica

medicina estetica

  • Check-up completo della cute;
  • Acne e cicatrici;
  • Trattamento ipermelanosi da fotoinvecchiamento;
  • Rughe del viso,collo e decolté;
  • Adiposità localizzata e Cellulite;
  • Alopecia;
  • Smagliature;
  • Lesioni cutanee (nei, verruche, angiomi, cisti, lipomi, fibromi ed asportazione);
  • Cicatrici;

luce pulsata

La Tossina Botulinica, neurotossina ricavata da un batterio, il Clostridium Botulinum, viene utilizzata in Medicina Estetica, nella sua variante di tipo A (TB con sierotipo A), per realizzare la correzione delle rughe di espressione del volto, in modo particolare di quelle localizzate al terzo superiore. In modo particolare vengono trattate le rughe localizzate a carico del contorno perioculare, il sopracciglio, ed anche le rughe della fronte.

La tossina quindi agisce sulle rughe di espressione dovute ad un eccessivo utilizzo mimico della muscolatura di tale porzione o secondarie ad un ipertono muscolare. Il farmaco a base di TB di tipo A, viene diluito con soluzione fisiologica (sodio cloruro 9mg/ml),prima del suo utilizzo,ed iniettato con siringa da 1 ml ed ago da 30/32 G da 12mm, mediante tecnica di iniezioni intramuscolo oppure intradermiche a seconda del muscolo da trattare e del risultato da raggiungere.

L’effetto della tossina è temporaneo, e si stima una durata media compresa tra i 4 ed i 6 mesi, rendendosi manifesto già dopo una settimana dal trattamento. L’uso della TB A, è controindicata comunque in soggetti con riferite allergie al latte, perché le formulazioni attuali impiegano l’albumina come conservante, ed è inoltre sconsigliata in gravidanza ed allattamento.

filler

Sostanze che vengono iniettate nella cute per la correzione degli inestetismi del viso come i segni dell'invecchiamento cutaneo, le rughe, o per la correzione dei volumi del volto, in modo particolare per il trattamento di zigomi,mento e labbra.
Le iniezioni di filler, vengono eseguite in ambulatorio, con aghi molto sottili, e non richiedono l'uso di anestesia (in taluni casi è adoperata una formulazione in pomata per uso topico da applicare prima del trattamento), e possono determinare la comparsa di piccoli ematomi riassorbibili in 3-4 giorni, con ripresa immediata delle normali attività da parte del paziente.

Classificati in base alla loro composizione chimica, vengono distinti in fillers biologici, totalmente riassorbiti dalla cute per meccanismo di digestione enzimatica o disgregazione secondaria alla mimica facciale, con una durata sino ai 6 mesi dalla applicazione (la durata di un filler è influenzata anche dallo stile di vita del soggetto, ovvero fumo, esposizione solare, assunzione di alcolici etc..); ad essi appartengono i fillers di collagene, acido ialuronico, acido polilattico.
Fillers sintetici, sono sostanze permanenti nella cute, come patch, fili, o protesi sagomate ed introdotte mediante tecniche chirurgiche.
Controindicazioni all'impianto di un filler sono:

  • Allergia documentata al materiale da inserire;
  • Gravidanza;
  • Collagenopatie;
  • Herpes in fase attiva;
  • Malattie autoimmuni;
  • Disfunzioni della coagulazione.

La correzione degli inestetismi del viso mediante inserimento di un filler, può essere effettuata con le seguenti tecniche:

  • Micropomfi in serie;
  • Lineare;
  • Tunnelizzazione,
  • Ad incrocio;
  • A ventaglio;
  • Tecniche miste.

Nell'immediato post-trattamento e nelle successive 24/48 ore, il paziente dovrebbe astenersi dall'esercizio fisico intenso, dall'esposizione solare, a lampade a raggi UV, ed al calore (sauna o bagno turco),e dall'assunzione di sostanze alcoliche.

biorivitalizzazione

Tecnica utilizzata in Medicina Estetica, in modo particolare come anti-aging, in grado di determinare la stimolazione di collagene ed elastina, e di migliorare la vascolarizzazione distrettuale.

La cute matura, presenta una diminuita attività del microcircolo, con minore afflusso di ossigeno ai capillari e di principi nutritivi alle cellule, fondamentali per il turn-over cellulare. Il tutto si traduce nei fenomeni di invecchiamento cutaneo caratterizzati da perdita di idratazione, comparsa di rughe, minore luminosità e la comparsa di macchie.

Le aree di maggiore interesse sono la regione frontale, guance e la zona orbitale, i solchi naso-labiali, labbra, ed inoltre il collo, il decoletè e le mani e le braccia. Il trattamento può essere ripetuto a distanza variabile a seconda del prodotto utilizzato, e del tipo di cute; tra le sostanze vengono impiegate l’acido ialuronico, gli amminoacidi o PRP (Platelet Rich Plasma-Plasma arricchito di Piastrine).

Lo scopo sarà comunque quello di ottenere una azione dapprima ristrutturante, mediante la nuova produzione di collagene, elastina o acido ialuronico, una seconda azione di tipo anti-ossidante, per contrastare l’azione svolta dai radicali liberi prodotti da diversi fattori inquinanti e raggi UV, ed infine un’azione idratante, mediante l’immediato richiamo di acqua ai tessuti.

luce pulsata

Il Peeling (termine che origina dall'inglese to peel, ovvero spellare), è una procedura medica che consiste nel determinare una abrasione dell'epidermide o del derma superficiale/medio.

Tecnica questa, eseguita mediante l'utilizzo di un agente chimico, generalmente un acido, o tramite l'utilizzo di un mezzo fisico (luce pulsata, sorgente laser, etc..), allo scopo di donare nuovo vigore ai tessuti, migliorare l'aspetto delle rughe superficiali, i danni da acne, trattare le pigmentazioni cutanee senili ed i danni da fotoaging (invecchiamento cutaneo da foto-esposizione).

L'azione del peeling è dipendente dalla acidità della sostanza utilizzata, dalla sua concentrazione e dal tempo di applicazione. Le sostanze maggiormente utilizzate in questo tipo di trattamento,sono:

  • Alfa-idrossiacidi, come ad esempio l'acido glicolico, citrico, lattico, tartarico, malico e mandelico
  • Acido Piruvico (alfa chetoacido);
  • Acido Salicilico (acido carbossilico);
  • Acido Retinoico, derivante dalla Vitamina A;
  • Resorcina, derivante dal benzene;
  • Soluzione Jessner (che si ottiene dalla unione dell'acido lattico, salicilico e rosorcina in soluzione alcolica);
  • Acido tricloroacetico (T.C.A), derivante dall'acido acetico;
  • Fenolo, derivante dal benzene.

I Peeling possono essere classificati, secondariamente al danno da essi provocato in:

  • Peeling superficiali (interessata la sola epidermide), consigliabili in caso di piccole rughe, moderate lesioni attiniche, acne di tipo volgare attiva ed acne rosacea;
  • Peeling intermedi (coinvolta oltre l'epidermide anche il derma superficiale), utilizzati per rughe moderate, melasma, lesioni attiniche, cheratosi attiniche, efelidi, cheratosi seborroiche;
  • Peeling profondi (epidermide e derma superficiale e medio), da eseguirsi solo da personale esperto, in seguito alla necrosi cutanea in grado di provocare.

Controindicazioni al peeling sono rappresentate da pazienti con fototipo secondo Fitzpatrick dal IV al VI, gravidanza, Herpes simplex, dermatite atopica, melasma medio-profondo, orticaria cronica,interventi chirurgici recenti o ferite nell'area da trattare.
Nell'immediato post-peeling,la regione trattata potrà apparire eritematosa, e nei giorni seguenti la cute presenterà una esfoliazione più o meno marcata,quando la riepitelizzazione sarà ultimata, la cute apparirà liscia e levigata, con rinnovato turgore e lucentezza, le rughe assottigliate e le iperpigmentazioni schiarite.
Non dobbiamo dimenticare di proteggere la cute per tutta la fase del trattamento, con creme a schermo totale, evitando l'esposizione solare e di sottoporsi a lampade UV, e sarà comunque consigliabile l'utilizzo di protezioni alte nei mesi successivi.

ossigenoterapia

Intesa come una nuova frontiera di bellezza e giovinezza, trova il suo motivo d’essere, partendo dal presupposto che il processo di invecchiamento cutaneo, dipende anche dal livello di ossigeno contenuto nella pelle.

Questa tecnica si fonda sull’utilizzo di ossigeno puro, che ha il compito di restituire elasticità alla cute, rallentandone anche il processo di invecchiamento, stimolando la sintesi di collagene.

L’ossigeno viene emesso attraverso un sistema di flusso, consentendo il trattamento in modo particolare del volto, e rende evidenti i suoi effetti già dopo due sedute della durata di circa 30 minuti, da ripetersi a distanza di una settimana, per almeno 10-12 sedute, senza effetti collaterali, il tutto eseguito in pieno relax.

ossigenoterapia

Il laser co2 frazionato è usato per combattere in modo efficace cicatrici dell’acne e generali imperfezioni cutanee. Questo tipo di trattamento risulta essere però anche molto efficace per donare alla pelle un aspetto più giovanile perché va ad agire in profondità, stimolando la produzione di collagene nel periodo successivo all’intervento.

Il trattamento con il laser co2 frazionato viene effettuato attraverso l’utilizzo di un computer dove il raggio laser viene direzionato nelle zone del viso o del corpo che hanno bisogno di essere trattate. Il raggio laser va a formare dei microscopici forellini nello spessore della pelle: le fibre del collagene si ritraggono, la tensione della cute aumenta e nel periodo successivo alla terapia viene stimolata la produzione di collagene che è la base di partenza per avere una pelle giovane e tonica.

C’è una fase di 4 settimane per preparare la pelle a questo trattamento nella quale si usano prodotti dermatologici studiati ad hoc e si evita qualsiasi tipo di esposizione ai raggi ultravioletti. L’intervento, che si esegue con applicazione di gel anestetico 30 minuti prima del trattamento, dura in genere dai 15 ai 30 minuti, a seconda della zona.

Il laser co2 frazionato porta con sé effetti collaterali che si verificano nella maggior parte di coloro che si sottopongono a questo trattamento. Nei primi giorni si avverte bruciore nella zona trattata e gonfiore che tenderà però ad andare via a distanza di due-tre giorni dal trattamento.

Tra gli effetti collaterali più diffusi anche un generale rossore che di solito sparisce nel giro di una settimana. Solo nei casi più sfortunati il laser co2 frazionato provoca eritema, herpes, infezioni cutanee e discromie ovvero variazioni del colore della pelle.

mesoterapia

La Mesoterapia, consiste in una tecnica di iniezione di tipo intradermica distrettuale, di farmaci in dosi modeste, mediante l’utilizzo di aghi singoli, sottili e lunghi non più di 3-4 mm, o applicati a multiniettori.

Compito di questa tecnica, in Medicina Estetica, è quello di favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso, migliorare la tonicità ed elasticità cutanea e disintossicare l’organismo.

Trova applicazione nel trattamento dell’ Adiposità Localizzata, della Cellulite (PEFS-Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica), nella Biostimolazione del viso, collo e decolletè, per il tratamento di alcune patologie dermatologiche, nella riabilitazione motoria, nell’insufficienza veno-linfatica, e nella piccola traumatologia.

I farmaci utilizzati vengono scelti in base al trattamento da effettuare (rivitalizzanti, antinfiammatori, lipolitici, capillaro-protettivi, etc..), e vengono diluite in soluzione fisiologica, associati a modeste quantità di anestetici.

medicina rigenerativa

PRP

mesoterapia

Si ottiene mediante un prelievo di sangue dal paziente, (autologo), ed utilizzando una centrifuga, che determina la separazione cellulare del sangue stesso.

Il sangue centrifugato si presenterà scomposto in tre porzioni, ovvero il fondo dove è presente lo strato più denso con i globuli rossi (RBC), uno strato intermedio con il PRP (Plasma ricco di piastrine), ed superficiale che contiene il PPP (Plasma povero di piastrine).

L’utilizzo del PRP è sicuro, e trova applicazione nel campo della Medicina Estetica, della Chirurgia Plastica, della Chirurgia Maxillo Facciale e della Traumatologia.

I fattori di crescita contenuti nelle piastrine, stimolano differenti meccanismi cellulari, come la proliferazione e migrazione fibroblastica e la sintesi di collagene.

In Medicina Estetica trovano applicazione nella Biorivitalizzazione del viso, collo e decolletè, donando un aspetto della cute più tonico, rendendola più elastica e turgida, e nel trattamento della perdita precoce dei capelli.

NANOFAT

Con il nanofat grafting si riesce ad ottenere un’emulsione estremamente fine pur mantenendo le medesime caratteristiche rigenerative del lipofillig, ma, a differenza di quest’ultimo, essa può essere iniettata negli strati cutanei più superficiali in modo da conferire un aspetto regolare e levigato alla pelle. Non solo volume, dunque, ma anche stiramento e lucentezza per il volto, realizzando il nuovo modello di “rigenerazione” della pelle, con il risultato di un vero ringiovanimento del volto.

L’emulsione si ottiene grazie all’utilizzo di speciali filtri frutto della ricerca dall’azienda Tulip, specializzata in questo campo, che rendono il preparato tanto sottile da attraversare un ago ultrasottile (27 gauge), comunemente utilizzato nelle procedure di medicina estetica al volto. La semplice tecnica del lipofilling, al contrario, risulta essere troppo grossolana e non adatta alla pelle del volto. L’emulsione ottenuta mediante la tecnica del nanofat grafting, come riportato in uno studio pubblicato recentemente su “Plastic and Reconstructive Surgery Journal”, importante rivista internazionale di chirurgia plastica, è fonte di cellule staminali altamente rigeneranti e di tessuto connettivo adatto al trattamento dei difetti cutanei più superficiali.

Quali sono le potenzialità di questa nuova procedura?

Il nanofat grafting è una tecnica sicura e minimamente invasiva che può essere realizzata ambulatorialmente con il minimo disagio da parte del paziente. Grazie a questa procedura, è possibile ottenere il ripristino dei volumi e il rimodellamento dei contorni del volto oltre che un’eccezionale rigenerazione dei tessuti. La metodica si è rivelata estremamente efficace nel trattamento di aree di solito difficili e delicate come il solco naso-giugale e la zona che circonda la bocca. Il nanofat grafting è utile anche nel trattamento delle occhiaie grazie al suo effetto schiarente sulla cute pigmentata delle palpebre inferiori.